![]() |
|||||||
![]() |
|||||||
|
|
Home
Introduzione
Storia
Prospettive
Multimedia
Bibliografia
Contatti |
|
|||||
| LA STORIA | |||||||
|
Agli “addetti ai lavori” erano già noti, all’epoca, i dati climatologici delle Agenzie Internazionali e le loro conseguenti estrapolazioni che paventavano in un prossimo futuro, un disastroso progressivo prosciugamento del Lago Ciad, fenomeno drammaticamente e puntualmente verificatosi nei successivi trent’anni con la conseguente distruzione di una economia agro-pastorale, sostegno, da sempre, di numerose comunità rurali del Ciad, del Niger, della Nigeria e del Camerun insediate sulle fertili rive del lago. Dalle indagini preliminari condotte apparvero evidenti due fatti particolarmente significativi inizialmente non considerati: a) che lo spartiacque Congo/Ciad poteva essere superato senza ricorrere a complessi e costosi pompaggi delle acque; b) che, oltre ai benefici diretti e indiretti conseguenti alla ricostituzione del livello del Lago Ciad (agricoltura, pesca, trasporti fluviali e ricostituzione di un habitat naturale contro la progressiva desertificazione) si sarebbe potuta creare una rete di trasporti internazionali fluviali e stradali, di capitale importanza per ben 10 Paesi africani, con la previsione di sviluppi commerciali enormi difficilmente quantificabili.
Questa stessa fase redazionale coinvolse l’interesse di alcune persone che vennero a conoscenza dell’”idea”, fra le quali l’allora Presidente di Bonifica, il Dr. Franco Bollati, oggi Presidente del VISES (Volontari per Iniziative di Sviluppo Economico e Sociale, ONG), che si prodigò per contattare la nostra Ambasciata a Parigi con l’intento di sensibilizzare le Autorità francesi particolarmente influenti sui territori francofoni interessati; l’ing. Ferdinando Smania, all’epoca Dirigente di Italstat, il quale suggerì, per l’”idea” in corso di redazione, il nome Transaqua, felice sintesi del doppio concetto di trasferimento idrico e di rete di trasporti; ma anche, “last but not least”, il compianto Padre Pusino, professore di greco e latino al Liceo “Calasanzio” di Roma, il quale, sposando l’idea fin dalla sua prima stesura, ne incoraggiò l’edizione suggerendo intelligentemente un motto di Seneca apprezzabile da ogni credo religioso :”Hoc ab homine exigitur: ut prosit hominibus” (quello che si richiede all’uomo: essere utile agli uomini).
|
|||||||
|
|
|||||||
|
|
|||||||