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TRANSAQUA è una idea di progetto che si propone di ricostituire l’originale livello del Lago Ciad “trasferendo” dal bacino del Fiume Congo (ex Zaire) a quello del lago Ciad, circa 100 miliardi di metri cubi di acqua all’anno. L’”idea” di questo progetto fu concepita da BONIFICA S.P.A. (della Società finanziaria ITALSTAT del Gruppo IRI) e da questa Società fu divulgata, nel 1982, mediante un documento promozionale (v. “STORIA”) intitolato “TRANSAQUA – Una idea per il Sahel”.
Il progetto INTERAFRICA potrebbe costituire la garanzia di una loro “ricarica”in un futuro difficilmente quantificabile in termini di decenni . INTERAFRICA fu promosso, nell’anno 2001, dall’Ambasciatore Patrizio Schmidlin con la consulenza tecnica di M.Vichi (v.”STORIA”), nella speranza che le Autorità libiche facessero propria l’”idea”progettuale di “recuperare” il lago Ciad e nel contempo di costituire la importante opportunità – se e quando il problema si fosse presentato – di attingere dal ricostituito lago, una parte di acqua per alimentare alcuni acquiferi sahariani. Scopo del documento era la speranza di indurre le Autorità libiche ad attivarsi come “chef de fil” di un Consorzio per lo sviluppo di un grande progetto panafricano, sostituendosi in tale iniziativa ai Paesi Occidentali che non sembravano – come non sembrano - interessati a farsene paladini. Pertanto INTERAFRICA, nella sua prima parte, si ispira a TRANSAQUA, sia pur con alcuni importanti aggiornamenti e modifiche, per poi estendere l’idea di progetto al possibile rifornimento degli acquiferi di Kufrah e al notevole ampliamento della rete di collegamenti stradali interafricani. In tal modo l’insieme dei due progetti implicherebbe una rete di collegamenti viari fra i due Porti oceanici di Lagos e Mombasa con Tripoli sul mediterraneo alleviando 10 Paesi centro africani da un altro enorme problema del continente: quello della mancanza di vie di comunicazione interne collegando aree vastissime non sfruttate ai fini agricoli, con le reti stradali costiere, realizzate dai Paesi ex coloniali, interessati principalmente all’accesso ai Porti. Occorre non dimenticare infatti che l’Africa, dotata di enormi potenzialità produttive, potrebbe, se adeguatamente attrezzata con accesso alle risorse idriche e un minimo di efficiente rete di trasporti internazionali, partecipare validamente al sostentamento alimentare di ulteriori 2,5 miliardi di esseri umani che, secondo le previsioni, a livello planetario, dovranno essere sfamati da oggi al 2050. In grande sintesi, l'”idea” di questi progetti, qualora confermati dai necessari Studi di fattibilità, potrebbe produrre, in una grandissima parte del continente africano, enormi effetti diretti e indiretti con conseguenze economiche continentali così riassumibili:
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